Vescovo egiziano del V secolo con rotoli e abiti episcopali in un ambiente teologico antico

Oggi, 27 giugno

San Cirillo di Alessandria

San Cirillo d'Alessandria non combatté per un titolo mariano vuoto. Combatté per la verità di Cristo: se Maria è Madre di Dio, allora il Figlio che ha generato non è un uomo «adottato» da lontano, ma Dio fatto carne.

Vescovo egiziano del V secolo con rotoli e abiti episcopali in un ambiente teologico antico

Santo del Giorno

San Cirillo di Alessandria

San Cirillo nacque ad Alessandria intorno al 376 e morì nella stessa città il 27 giugno 444. Nipote del vescovo Teofilo, succedette a lui sulla cattedra di Alessandria nel 412. Teologo vigoroso e pastore combattivo, guidò la Chiesa d'Egitto in un'epoca di dispute dogmatiche e politiche. Al Concilio di Efeso del 431 ottenne la condanna di Nestorio, che rifiutava di chiamare Maria Theotokos, Madre di Dio. Cirillo scrisse numerosi trattati cristologici e mariologici. Nel 1882 Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa.

Centurione romano che supplica Gesù davanti a una casa di Cafàrnao

Liturgia

Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto

Il centurione romano non chiede spettacolo: chiede una parola di Gesù, perché conosce l'autorità vera. Cristo si meraviglia di una fede che molti figli del regno non eguagliano. Poi guarisce, scaccia demoni e compie Isaia: ha preso le nostre infermità. Per un cattolico adulto è una pagina sull'umiltà che apre la salvezza anche ai gentili.

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Opera del giorno

San Cirillo d'Alessandria in un manoscritto bizantino

Nei manoscritti cristologici e nelle raccolte di padri della Chiesa, Cirillo compare spesso come vescovo docente: rotolo in mano, pallio, gesto di benedizione o di disputa. L'iconografia non idealizza un polemista: fissa la memoria di chi difese la Madre di Dio.

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Ritratto di san Cirillo d'Alessandria in stile manoscritto bizantino
San Cirillo d'Alessandria. Immagine via Wikimedia Commons.
27 giugno 444

Evento storico

A Alessandria muore san Cirillo, difensore di Maria Madre di Dio

Vescovo egiziano del V edificio con rotoli e abiti episcopali in un ambiente teologico antico
Ricostruzione visiva generata: san Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa.

Il 27 giugno 444 si chiude a Alessandria la vita di uno dei padri più determinati della cristologia. Cirillo aveva combattuto per la fede del popolo di Dio, non per un titolo mariano vuoto, ma per la verità di Cristo.

San Cirillo d'Alessandria muore il 27 giugno 444 dopo tre decenni di governo episcopale in una delle Chiese più influenti del mondo antico. Teologo e pastore, aveva difeso con tenacia che Maria può essere chiamata Madre di Dio perché il Figlio che ha generato è vero Dio e vero uomo in una sola persona. Al Concilio di Efeso del 431 aveva ottenuto la condanna di Nestorio, che preferiva ridurre Maria a madre di Cristo in senso ambiguo. Cirillo non agì da polemista fine a se stesso: credeva che la devozione del popolo e la purezza della fede andassero custodite insieme. La sua morte, nella stessa data in cui la Chiesa lo ricorda, chiude l'epoca di un vescovo che incarnò il primato pastorale di Alessandria in tempi di dispute dogmatiche ferocemente politiche.

Per FedeStoria, Cirillo ricorda che i titoli mariani non sono devozione accessorio. Sono linguaggio cristologico: come parliamo di Maria dice come intendiamo Cristo. La sua storia mostra anche che la fede cattolica si forma nel confronto, nel concilio, nella responsabilità dei pastori davanti al credo ricevuto.

Fonte: Cirillo di Alessandria

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