Abate benedettino medievale su un crinale con monastero tra le montagne dell'Italia meridionale

Oggi, 25 giugno

San Guglielmo da Vercelli

Guglielmo da Vercelli non nacque eremita. Nacque nobile, poi scelse povertà, pellegrinaggio e fondazione. Dal Piemonte all'Irpinia lasciò monasteri, disciplina benedettina e una memoria ancora vissuta a Montevergine.

Abate benedettino medievale su un crinale con monastero tra le montagne dell'Italia meridionale

Santo del Giorno

San Guglielmo da Vercelli

San Guglielmo nacque a Vercelli intorno al 1085 e morì il 25 giugno 1142 al Goleto, in Campania. Dopo una giovinezza segnata dalla rinuncia ai beni familiari, visse come pellegrino ed eremita. Sul monte Partenio fondò Montevergine, uno dei santuari più importanti del Sud Italia. Non si fermò: avviò altre comunità monastiche, tra monaci e monache, in Irpinia e in Puglia. La sua spiritualità univa rigore benedettino, solitudine e attenzione ai poveri. Nel 1942 Pio XII lo proclamò patrono primario dell'Irpinia.

Casa solida su roccia resiste alla tempesta mentre una casa sulla sabbia crolla

Liturgia

Non basta dire Signore, Signore

Gesù chiude il discorso della montagna con una distinzione netta: non tutti coloro che dicono Signore entrano nel Regno, ma chi fa la volontà del Padre. Profetare, scacciare demoni, compiere prodigi non bastano se manca l'obbedienza d'amore. La casa sulla roccia e quella sulla sabbia non differiscono nel sentire la parola, ma nel metterla in pratica. Per un cattolico adulto è una pagina di verifica: la fede non è curriculum spirituale, è fondamento.

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Opera del giorno

Santuario di Montevergine

Montevergine nasce dall'eremo di san Guglielmo e diventa nel tempo uno dei santuari più visitati del Sud Italia. Non è solo paesaggio sacro: è memoria viva di una fondazione benedettina che ha attraversato otto secoli di storia religiosa e civile.

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Vista del santuario di Montevergine tra le montagne dell'Irpinia
Santuario di Montevergine, Mercogliano. Immagine via Wikimedia Commons.
25 giugno 1142

Evento storico

A Goleto muore san Guglielmo da Vercelli

Abate medievale su un crinale montano con un monastero in costruzione sulle colline dell'Italia meridionale
Ricostruzione visiva generata: san Guglielmo da Vercelli e la fondazione di Montevergine.

Il 25 giugno 1142 si chiude a Goleto, in Campania, la vita di un abate che aveva attraversato il Piemonte e il Sud Italia come pellegrino, eremita e fondatore. La sua eredità non è soltanto un monastero: è un modo di abitare la montagna come luogo di conversione.

San Guglielmo da Vercelli muore il 25 giugno 1142 nel monastero del Goleto, vicino a Nusco. Nato intorno al 1085 in una famiglia nobile del Piemonte, aveva abbandonato titoli e comodità per seguire una vocazione esigente. Dopo anni di eremo sul Partenio, aveva fondato Montevergine e poi altre comunità benedettine nel Mezzogiorno, tra monaci e monache. La sua biografia antica lo descrive come uomo di preghiera, disciplina e fondazione instancabile: non un santo da catalogo ascetico, ma un costruttore di luoghi dove la vita cristiana poteva radicarsi. Le sue spoglie resteranno al Goleto fino al 1807, quando verranno traslate a Montevergine. Oggi, in Irpinia, la sua memoria è ancora vissuta come festa di comunità e di identità religiosa.

Per FedeStoria, Guglielmo ricorda che la santità non è solo interiorità privata. Può prendere forma di monasteri, montagne, pellegrinaggi e opere che durano secoli. La data del 25 giugno lega la memoria liturgica a una storia concreta del Sud Italia cristiano.

Fonte: Guglielmo da Vercelli

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